24 Ore di Le Mans 2019: intervista a Manuela Gostner pilota dell’equipaggio femminile Kessel Racing
13.06.2019 - in

24 Ore di Le Mans 2019: intervista a Manuela Gostner pilota dell’equipaggio femminile Kessel Racing

Tra le 62 auto presenti in griglia per la partenza della 24 ore di Le Mans 2019 ci sarà anche quella di Manuela Gostner, la pilota italiana che parteciperà con la sua Ferrari 488 GT n. 83 e l’equipaggio tutto femminile Kessel Racing. E’ la prima volta in dieci anni che un team di sole donne partecipa all’evento sul leggendario circuito de la Sarthe. L’abbiamo intervistata alla vigilia di questo appuntamento così speciale e ci ha raccontato com’è arrivata a questo importante traguardo.

Altoatesina, ex pallavolista, mamma di due bambine di 7 e 11 anni, sorridente e dallo spirito positivo, parto dalle sue ultime battute per farvi capire immediatamente la tempra di questa ragazza che, pur avendo iniziato a correre tardi, è una delle pilote più veloci in Italia:

“Ci sono tante difficoltà, problemi, paure, preoccupazioni ma si affronta tutto. Bisogna lasciare la propria comfort zone e avere il coraggio di affrontare cose che magari non avresti mai pensato di poter fare”.

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Quando le ho chiesto se si aspettava che sarebbe arrivata a partecipare alla 24 h di Le Mans mi ha risposto: “Ma scherzi? Non avevo neanche tempo per iniziare a sognare la 24 h di Le Mans. Poi quando me l’hanno proposto ho pensato che forse sarebbe stato meglio aspettare ancora due/tre anni. Ma poi mi sono detta che se aspetti il momento giusto non lo fai mai. E’ come fare i bambini. Non c’è mai la sicurezza giusta per fare queste cose. Però io credo molto nel destino e deve essere questo il momento giusto per farla, anche se magari non me ne rendo ancora conto e penso che sia troppo presto. Secondo me c’è un motivo e quindi è giusto farla adesso!

Sabato 15 giugno alle 15 Manuela partirà per quella che è la gara “classica” del motorsport, o meglio, sarà una delle tre che potrebbe partire insieme alla svizzera Rahel Frey e alla danese Michelle Gatting,  perché in realtà quando abbiamo fatto la nostra chiacchierata non si erano ancora suddivise gli stint di gara con le compagne. Lei è sicura che guiderà anche nel corso della notte e, quando me lo racconta dice “mi preoccupa, ma nelle corse spesso le cose ci preoccupano ma poi le facciamo lo stesso, senza nessun problema, è tutto nella norma”.

Parlando con lei si percepisce che è abituata a risolvere situazioni complesse e che le incognite non la spaventano, è una ragazza determinata e motivata, del resto non potrebbe affrontare con uno spirito diverso una gara in cui si corre per così tante ore e dove, dopo ogni curva, ci sono condizioni di visibilità, di asfalto, di temperatura e di luce diverse, sfrecciando accanto ad auto di altre categorie. Per lei non è la prima volta a Le Mans poiché ha già girato sul circuito de la Sarthe tre anni fa quando il Ferrari Challenge aveva fatto una gara di supporto alla 24 h e lei aveva partecipato. Però è la prima volta che fa una gara di 24 ore.

Ha già partecipato due volte alla 12 ore di Abu Dabi, guidando anche cinque ore, ma è la prima esperienza in una gara di durata. Per questo si sta preparando molto, tre-quattro volte a settimana, con un allenamento a 360° dal fisico alla mente. Quando le chiedo se usa il simulatore mi dice che non lo ama particolarmente e lo usa solo per conoscere una pista dove non ha mai corso. Poi entriamo nel vivo del “gender gap”.

Quanto è importante la preparazione fisica per una donna rispetto a un uomo, specialmente in gare come Le Mans?

Manuela non si piange certo addosso per le differenze di genere: “Possiamo lavorare fisicamente semplicemente di più per poter raggiungere la performance fisica di un uomo”. E poi, molto onestamente ammette che nelle vetture GT che guida, le donne possono farcela tranquillamente perché non ci sono le forze G devastanti di altre categorie, quindi “è più importante la resistenza muscolare rispetto alla forza massimale che ha un uomo”. E c’è da fidarsi delle sue parole, viste le vittorie nel Ferrari Challenge dello scorso anno, il recente secondo posto alla 12 Ore del Golfo e quello a Le Castellet nella gara di esordio della European Le Mans Series, nella categoria LMGTE con la sua Ferrari.

Com’è la macchina con la quale andrai a LeMans?

“La Ferrari 488 GT del team Kessel Racing è la regina delle GT. Ha un’aerodinamica fantastica a cui non ero abituata e devo imparare a usarla bene. Frena in modo incredibile. Una macchina fantastica per le gare di durata, ottimo il feeling con lei e trasmette super fiducia. E poi non ti stanchi così tanto come se fossi in altre macchine”

Che sensazioni provi quando sei al volante in gara?

“E’ un cocktail. Non è solo piacere, come può pensare chi ci vede da fuori. Il piacere è solo una parte. Siamo pieni di adrenalina in un tunnel di concentrazione e siamo noi da soli in mezzo ad altre 30 macchine che vogliono essere più veloci di te. Hai caldissimo, sei sotto stress mentale e fisico. C’è sempre un po’ di paura o rispetto, ci sono curve difficili come Blanchimont o l’Eau rouge a Spa, dove ogni giro che fai dici “oh cavolo ce l’ho fatta di nuovo”. Un misto di sensazioni. Per essere performante devi essere coraggioso e concentrato, soprattutto per una come me che non ho la velocità dentro da quando ho tre anni, quindi non è semplice. Fare una gara è molto complesso”

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Com’è il rapporto col team? 

“La squadra è come una piccola famiglia. Con Rahel e Michelle mi trovo molto bene. Siamo totalmente diverse una dall’altra per età, nazionalità ed esperienza ma siamo perfettamente complementari, ognuna con il proprio ruolo e il proprio modo di essere. Insieme lavoriamo bene”.

Intanto che lei parla io penso che non ci sia niente di più bello di vedere donne che collaborano per un progetto comune. Anche perché non si tratta di un’operazione di marketing, le ragazze sono davvero forti e lo dimostrano gli ottimi risultati ottenuti fin qui.

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Corri a LeMans con un equipaggio tutto femminile. Quanto è importante questo traguardo in un’epoca in cui le donne nel motorsport cercano di emergere anche attraverso serie “dedicate” a loro come la W Series?

“Mi piace molto di più questo progetto rispetto alla W Series perché dà la possibilità al nostro equipaggio femminile di lottare con i maschi e con i Campionati più importanti e più professionali al mondo. Quindi questo secondo me è molto più importante”.

La squadra di Manuela ha anche l’importante supporto di Fia Women in Motorsport, progetto della Federazione per promuovere una cultura che faciliti e valorizzi il coinvolgimento delle donne in tutti gli aspetti del mondo del motorsport.

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L’aver scelto il team femminile Kessel Racing, e non la W Series, è la dimostrazione che apprezzano molto il fatto che le donne competano ruota a ruota in mezzo agli uomini. “Avere il loro appoggio è sicuramente un punto in più, che dà valore al nostro progetto” dice Manuela. Michèle Mouton  – Presidente della Commissione FIA Women in Motorsport – e Cathy Muller sono praticamente le Madrine del team, le seguono, le sostengono, prendono i tempi. Per Manuela sono “due super pilotesse, quello che hanno fatto nel loro periodo è incredibile e sono i miei idoli da sempre”.

E a proposito di figure importanti nella vita di Manuela, parlando con lei, si capisce quando sia stato fondamentale il ruolo della sua famiglia. La pallavolo era il suo grande amore ma poi è successo qualcosa..

Come è iniziata la tua avventura  nel motorsport?

“Fondamentale il ruolo della mia famiglia.  Mio fratello David era quello appassionato di auto: prima i kart, poi Time Attack e infine il Ferrari Challenge, dove io andavo come spettatrice: una super emozione vedere mio papà e mio fratello che correvano in mezzo agli altri, mi sono divertita e mi è piaciuto tantissimo. Da lì a fare una prova, il passo è stato brevissimo. Papà mi ha portato in circuito a Cremona a fare una giornata di test: è uno che butta le persone nell’acqua fredda, secondo lui non serve una preparazione per nessuna cosa. Mi ha detto “vedrai che ce la farai tranquillamente”. “Ho fatto i primi chilometri da sola nella macchina da corsa ed è stato uno spettacolo incredibile però dopo sono salita a bordo vicino a mio fratello e lui mi ha portato in giro. Lui è veramente un bravo pilota e mi ha fatto vedere cosa si può fare con una macchina da corsa. Mi sono innamorata. Ho visto da vicino quanto sia complesso guidare questa macchina da corsa. Da fuori sembra un gioco. Era così incredibile e lui era una sola cosa con la sua macchina e guidava in un modo così naturale, forte ma anche dolce, proprio come una danza e mi ha super impressionata e ho pensato che quella era la cosa che volevo imparare anche io”

Tutto è iniziato così. Poi ci sono state le prime gare e il Ferrari Challenge.

Insomma, a quanto pare tutta la famiglia correva, anche tua sorella Corinna. Vi siete presi a sportellate in gara?

“Si e non è bello prenderti a sportellate con la tua famiglia. Una cosa è prenderti a sportellate con una persona che non conosci, diverso è farlo con un tuo parente: un disastro ogni volta. Meglio tamponare una persona che non conosci che il tuo papà”.

Mamma lavoratrice e pilota eccellente. Da  chi hai ripreso? 

Oltre a fare la pilota e la mamma, ho anche un lavoro “normale” e il giorno non ha abbastanza ore per incastrare tutto bene. Ma è uguale come per qualsiasi mamma che ha figli, famiglia e lavoro. Bisogna tenere in equilibrio le cose, cercare di usare il tempo al meglio, e poi ho una sorella fantastica, ho amiche fantastiche e dei super nonni che mi aiutano molto.

“Mia madre è l’unica che non ha corso. Ma è lei quella che ci ha dato in eredità questo talento perché papà è bravo ma non è un pilota naturale. Lei invece, se fosse ancora qua, sarebbe stata la più veloce di tutti noi, ne sono sicura.”

E con il pensiero della mamma di Manuela che guarderà la figlia con gli occhi di un Angelo, noi non possiamo che farle i nostri più grandi in bocca al lupo, non solo per la gara ma per tutta la vita. Del resto Manuela ha tutti gli ingredienti necessari: preparazione e competenze tecniche, concentrazione e disciplina e poi, quello che non può mancare, passione e amore! Manuela all the best for you!

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