Pink Shuttle, a Kabul il primo servizio taxi delle donne per le donne
16.09.2019 - in

Pink Shuttle, a Kabul il primo servizio taxi delle donne per le donne

In Afghanistan alle donne non è permesso salire su mezzi guidati da uomini, taxi, bus o altri veicoli che siano; di contro, le donne che guidano una macchina sono poche perché ancora troppo spesso vittime di pregiudizio.

Al volante a Kabul

Qualcuno ci guarda sorridendo, qualcun altro battendoci le mani o suonando il clacson per congratularsi con noi; altri ancora sono semplicemente scioccati!” dichiara ad Aljazeera la 24enne Mahjabin, autista del servizio “Pink Shuttle”. Mahjabin è una giovane donna di Kabul che, grazie al progetto dell’associazione italiana Nove Onlus, oggi può mettersi alla guida di un veicolo – una navetta nella fattispecie – e trasportare altre donne in giro per la capitale afghana, fornendo un servizio taxi: o può lei stessa farsi trasportare, da altre colleghe.

Niente di così ordinario, purtroppo, in una società come quella afghana che non permette alle donne piena libertà di movimento, declinata nell’utilizzo di qualsiasi servizio di mobilità se condotto da uomini, ma anche nella frequentazione delle scuole guida con corsi misti. Una libertà di movimento che non si traduce, in definitiva, neanche nella guida di un veicolo. Beninteso, la legge afghana non esclude le donne dal poter richiedere la patente di guida, ma la reticenza della tradizione – e quindi molto spesso delle famiglie delle donne – unita a dei costi troppo alti richiesti dalle scuole guida, hanno portato le donne all’esclusione effettiva dalla strada. Stando ai dati riportati dalla stessa Nove Onlus, tra il 2012 e il 2016 appena 1.189 donne hanno ottenuto la patente di guida.

La “Navetta Rosa”

In questo contesto si inserisce il progetto Pink Shuttle, “Navetta Rosa”, promosso da Nove Onlus, che ha coinvolto anche il ministero degli Affari Femminili (DoWA) e il ministero dei Trasporti, e finanziato da Only The Brave Foundation. Pink Shuttle, dopo un periodo sperimentale, è partito ufficialmente il 27 luglio scorso ed è il primo servizio di taxi, a Kabul, di sole donne e rivolto alle donne: finora sono state quattro le autiste scelte, su circa 100 candidate, che hanno preso parte a un mese di formazione cui hanno fatto seguito tre settimane di pratica su strada, al termine delle quali hanno ottenuto il certificato di idoneità alla guida di navette.

Come ha specificato negli ultimi giorni anche l’associazione sul suo sito, al momento l’evento di inaugurazione del Pink Shuttle è stato rimandato, mentre il servizio sembra proseguire. La situazione nel Paese in queste settimane non è facile, per via della campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali di fine settembre che sta tessendo un clima di tensione e insicurezze sempre più alte.”

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Nove Onlus con questo progetto ha proseguito e ampliato quello intrapreso nel 2014 dal nome “Sono una donna e voglio lavorare”, che dal 2016 al 2018 ha consentito di sovvenzionare corsi di guida per le donne di Kabul e di far prendere la patente a 195 di loro. Per il 2019 sono previsti altri 48 posti per partecipare ai corsi gratuiti.

Per un futuro senza pregiudizi

Nazilah, 23 anni, anche lei tra le candidate scelte per il progetto Pink Shuttle, ha detto “voglio interrompere la tradizione per cui una donna non può guidare. Abbiamo bisogno di far vedere che invece possiamo”; e ancora Mahjabin, la ragazza citata all’inizio, ha dichiarato che tra le motivazioni che l’hanno spinta a fare questo lavoro c’è anche quello di costruire un futuro diverso per le donne di domani, quale sarà la sua bambina che oggi ha tre anni: un futuro in cui le donne afghane possano guidare, tutte e senza pregiudizi.