Con una Panda 4×4 sull’Etna
06.03.2020 - in

Con una Panda 4×4 sull’Etna

Il 25 febbraio 1980 si aprirono gli ordini per quella che diventò l’auto che: “se non ci fosse bisognerebbe inventarla”, come diceva la pubblicità della Panda. Due le versioni: la “30”, che costava 3.970.000 delle vecchie lire e la “45” a circa 4.700.000 lire. Fu il 29 febbraio che venne ufficialmente presentata in anteprima al Presidente Sandro Pertini, nei Giardini del Quirinale e il 5 marzo venne esposta al Salone dell’auto di Ginevra. Erano appena finiti gli anni ’70 quando vennero elette Primo Ministro Margaret Thatcher e Maria de Lourdes Pintasilgo: le prime donne in Europa a guidare un Governo. Philips e Sony avevano inventato il compact disc e Sony aveva lanciato il Walkman. Era l’anno di The Wall dei Pink Floyd. Ed ecco che arriva la Panda. Chissà in quanti hanno iniziato a guidare in una Panda, quanti hanno dato il primo bacio, quanti hanno fatto la prima gita. La Panda non è solo un’auto ma un pezzo di storia d’Italia e ci sono tanti appassionati che ancora ce l’hanno e la curano come un gioiello. Proprio come fa Claudia Musumeci, nostra affezionata lettrice, che ha condiviso con noi la sua passione, quindi lasciamo a lei il racconto.

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La Panda 4×4 di Claudia

Sono ormai vent’anni che la Panda 4×4 Sisley bordeaux è presente nella mia famiglia. Un’auto piccola e compatta, presa maggiormente per un uso giornaliero nelle strade di Linguaglossa, in Provincia di Catania, alle pendici dell’Etna Nord, e per i percorsi di montagna. Ho imparato a guidare con lei e negli anni mi ha dato grandi soddisfazioni lungo i percorsi di sterrato e fuoristrada, e in qualunque condizione climatica: acqua, neve e pioggia. Ma soprattutto quando ti ritrovi in mezzo a gruppi di jeep che ti vedono arrivare con una piccola utilitaria, guidata da una donna e mettono in dubbio le capacità di superare quell’ostacolo. Ma la Panda 4×4 con le giuste accortezze, che mio padre ha sempre avuto, risulta così agile che riesce sempre a stupire.

La nostra Fiat Panda 4×4 Sisley del 1988 non ha particolari modifiche ma solo alcuni accorgimenti che le danno dei punti di forza. Uno di questi sono i mozzi liberi, in modo che l’auto risulti più silenziosa e libera su strada e all’occorrenza possa sfidare senza problemi i percorsi off-road. E’ stato anche montato un kit di rialzo e ha pneumatici 145/13/80 che oltre ad essere cambiati con l’usura, sostituiamo in base alle stagioni e anche al tipo di utilizzo che dobbiamo fare. Se sappiamo che dovremo percorrere strade off road impegnative all’occorrenza vengono montate gomme unicamente studiate per il fuoristrada estremo utili a tirarci fuori da ogni situazione: neve, rocce, fango e sabbia dell’Etna, ed il loro segno distintivo sono i tasselli molto marcati che danno trazione nell’uso in fuoristrada.”

Domeniche in off-road con la Panda 4×4

Claudia non è l’unica appassionata di Panda, anzi sono parecchie le persone che hanno questa “malattia”! Come Gaetano Confalone che, negli ultimi anni, ha creato il gruppo “Panda 4×4 Sicilia & Calabria” per riunire tutti gli appassionati ed organizzare delle passeggiate sull’Etna e nei Nebrodi. Qualche settimana fa è stata organizzata un’uscita in quella zona. La meta scelta è Trecastagni (CT), con un tour ad anello studiato e provato da Antonio e Gaetano, per un totale di 50 km di cui il 70% off road. Il gruppo si è incontrato in piazza Carlo Alberto a Trecastagni alle 8.00, il tempo di un caffè e quattro chiacchiere per aspettare tutti i partecipanti scambiandosi opinioni sulle vetture. Ma lasciamo il racconto alle parole di Claudia.

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C’è prima uno studio e la prova del percorso, fino al giorno prima dell’evento. Poi siamo tutti pronti a partire in carovana con apri, centro e chiudi fila dello staff e abbiamo risalito il versante sud dell’Etna, dove c’erano passaggi tecnici, salite impervie e discese da attenzionare, con la speranza che ci fosse neve, ma le giornate quest’anno sono molto calde, quasi primaverili. Attraversiamo un tratto di sciara fino a raggiungere una cava di pietra lavica inattiva dove non può mancare qualche testa coda sulla sabbia. In questo percorso l’Etna e il bosco ci fanno da scenografia e il punto di arrivo è un rialto panoramico in mezzo al bosco, da cui potevamo osservare tutta la costa che va da Catania a Taormina. Rientriamo verso il punto di partenza e ci fermiamo in un’aria attrezzata così da finire la giornata con una grigliata e quattro risate.”

Che emozione guidare su “’A muntagna”

Sfido a trovare uno scenario come il nostro, una sensazione inspiegabile. In mezzo al bosco con i suoi Pini che sfidano il cielo, tratti di ginestra che in primavera si tingono di giallo, poi svaniscono e lasciano spazio alla Sciara, uno stacco netto dal verde al nero, la attraversi e immagini com’era prima che questa lingua di fuoco portava via tutto dando a quel luogo un volto nuovo. Poi all’improvviso trovi scorci dove con la sua maestosità si fa protagonista, l’Etna detta “’A muntagna” che si cambia d’abito con le stagioni. Anche i passaggi variano, dallo sterrato all’off road perché il corso dell’acqua cambia le strade riportando in superficie massi, creando avvallamenti, buche, dossi. Tutto ciò non intimorisce ma affascina, è una sfida, un’avventura concentrata in pochi metri che ti dà adrenalina, lì è il momento di mettere alla prova le nostre Panda che non ci deludono mai, ma in questi casi bisogna essere dei fuoristradisti scrupolosi e attenti, stabilire la traiettoria da seguire e limitare gli sforzi al motore. Insomma domeniche alternative in buona compagnia e alla scoperta di nuovi itinerari accompagnati dai nostri inseparabili e fidati compagni d’avventure Pande 4×4.

Una bellissima storia e noi ringraziamo Claudia per averla condivisa con noi. Continuate a raccontarci le vostre esperienze e noi continueremo a condividerle!

Grazie di cuore!