La trasformazione digitale sta rivoluzionando il settore automotive, ponendo nuove domande sulla gestione dei dati generati dai veicoli. Il talk organizzato da Autopromotec “L’Auto Connessa: Chi possiede i tuoi dati?”, organizzato presso l’Automobile Club Milano, ha affrontato questo tema cruciale, riunendo esperti di tecnologia, diritto e mobilità per analizzare le implicazioni di un’auto sempre più intelligente e interconnessa.
Automobile Sapiens: l’automobilista del futuro
Il Professor Fabio Orecchini, Ordinario di Sistemi per l’Energia e l’Ambiente presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi e Direttore dell’Osservatorio Auto e Mobilità presso la LUISS Business School, ha introdotto il concetto di Automobile Sapiens, illustrando come la digitalizzazione stia trasformando l’automobilista in un soggetto attivo nella gestione dei dati. Secondo la ricerca presentata, il 70% degli automobilisti ha una buona conoscenza delle tecnologie di intelligenza artificiale, mentre oltre il 50% si dichiara favorevole a veicoli capaci di prendere decisioni autonome.
Ma questa rivoluzione non riguarda solo la guida: le automobili moderne raccolgono e trasmettono dati fondamentali sulla posizione, lo stile di guida e la diagnostica del veicolo. Questa mole di informazioni rappresenta un valore strategico, ma solleva interrogativi su proprietà, accesso e utilizzo.
I dati della Connected Car: tra normativa e mercato
Con oltre 18 milioni di veicoli connessi in Italia (pari al 45% del parco circolante), la Connected Car è una Disruptive Technology che necessita di un quadro normativo chiaro. Il Professor Enrico Al Mureden, Università di Bologna, ha evidenziato le principali sfide legali legate alla proprietà e alla gestione dei dati:
- Chi detiene i dati? Le case automobilistiche spesso rivendicano il controllo, ma i dati sono strettamente legati all’utente.
- Privacy vs Innovazione: è necessario bilanciare la tutela dei dati personali con le esigenze di sicurezza stradale e sviluppo tecnologico.
- Regolamentazione europea: GDPR, Data Act e AI Act pongono le basi per garantire trasparenza e sicurezza, ma restano incertezze su consenso informato, profilazione e condivisione dei dati con terze parti.
Un modello di gestione condivisa dei dati tra case automobilistiche, proprietari e fornitori di servizi potrebbe rappresentare una soluzione, con l’adozione di tecnologie avanzate per la protezione della privacy.
Il ruolo del Pubblico Registro Automobilistico (PRA)
Michele Mangano,Dirigente della Direzione Gestione e Sviluppo del PRA presso l’ACI, ha illustrato l’importanza del PRA nel garantire certezza giuridica e trasparenza nelle transazioni del settore. Il registro gestisce oltre 54 milioni di veicoli e ogni anno registra più di 17 milioni di operazioni, fornendo dati fondamentali per sicurezza e innovazione.
Il PRA supporta anche la digitalizzazione del settore, agevolando l’accesso ai dati per le amministrazioni pubbliche e le aziende del comparto automotive.
Dati e manutenzione: il futuro dell’autoriparazione
L’evoluzione digitale ha un impatto diretto sulla manutenzione e riparazione dei veicoli. L’accesso ai dati diagnostici è cruciale per le officine indipendenti, ma molte case automobilistiche impongono restrizioni. Igino De Lotto di Texa ha evidenziato come oltre 500 modelli di auto siano oggi soggetti a limitazioni nella diagnosi, complicando l’intervento di riparatori indipendenti.
L’obbligo di nuovi sistemi di assistenza alla guida (ADAS) a partire da luglio 2024 renderà ancora più complessa la manutenzione, aumentando la necessità di formazione e strumenti adeguati per garantire sicurezza ed efficienza.
La centralità del software nei veicoli moderni
Con l’avvento del Software Defined Vehicle, ogni auto è governata da una rete di centraline, alcune con oltre 100 milioni di linee di codice. Andrea Cantadori di MAHLE Aftermarket Italy ha illustrato le criticità legate agli aggiornamenti software, tra cui:
- Sicurezza e conformità: verificare che ogni aggiornamento non comprometta la sicurezza del veicolo.
- Trasparenza: attualmente non esiste un metodo standard per controllare la versione del software installata.
- Responsabilità: in caso di malfunzionamenti, chi risponde dei problemi derivanti dagli aggiornamenti?
Strumenti innovativi come ODO SCAN per la verifica dei chilometri reali e E-SCAN per il monitoraggio delle batterie offrono soluzioni concrete, ma è necessario un quadro normativo più chiaro per garantire trasparenza e sicurezza.
Conclusione: verso un ecosistema digitale equo e sicuro
Il dibattito sull’auto connessa ha evidenziato come la gestione dei dati sia un nodo cruciale per il futuro della mobilità. La trasparenza, la regolamentazione e l’accesso equo ai dati sono fondamentali per garantire innovazione, sicurezza e diritti degli utenti.
L’equilibrio tra tutela della privacy e sviluppo tecnologico sarà la chiave per un ecosistema automotive digitale più equo e sostenibile.