Articolo scritto da Rita Paparella
Negli anni ’20, quando le auto iniziarono a diffondersi, molte case automobilistiche avviarono campagne di marketing rivolte agli uomini, sostenendo che il volante “non fosse adatto” alle donne.
La celebre esperta di galateo Emily Post, nel suo manuale del 1922, riportava: “Per molte persone una donna al volante è un pericolo”. Le riviste automobilistiche suggerivano alle donne di “non guidare in condizioni difficili”, “non affrontare curve strette” e “non superare”. Alcuni Stati americani considerarono persino l’idea (poi abbandonata) di patenti differenziate per donne, considerate meno competenti. Questi pregiudizi influenzarono il modo in cui le donne venivano giudicate come automobiliste per decenni.
La scintilla del progetto
Un secolo dopo, nel 2022, Elisabetta Cozzi, Fondatrice e Presidente del Museo Fratelli Cozzi di Legnano, digita “Donne e motori” su Google Immagini. Lo schermo si popola di corpi femminili seminudi, pose volgari, donne ridotte a ornamento di carrozzerie. La stessa scena che ancora oggi, seppur con minore frequenza, si ripete in alcune fiere di settore.
La nascita di “Donne e Motori? Gioie e basta”
Da quella ricerca nasce una decisione: non restare inerti. Prende forma “Donne e Motori? Gioie e basta“, progetto fotografico realizzato con gli scatti di Camilla Albertini. Un contraltare visivo potente: donne che hanno lasciato un segno nei campi istituzionale, sportivo, culturale, professionale e sociale, ritratte al volante delle auto storiche del museo. Immagini che sovvertono l’immaginario collettivo e propongono modelli di rappresentazione rispettosi, contemporanei, autentici.
Un manifesto per cambiare lo sguardo
L’intento è esplicito fin dall’origine: scardinare stereotipi radicati, promuovere l’empowerment femminile, restituire dignità narrativa alle donne in ogni ambito, automobili comprese. Il manifesto del progetto lo sintetizza: “Presentare le donne con occhi diversi, valorizzando talento, professionalità e competenza“.
Un viaggio per il Paese, tra cultura e consapevolezza
La mostra si propone di veicolare un messaggio arrivando ad un pubblico più ampio possibile, partendo dal basso, sostenendo la pari partecipazione delle donne e delle ragazze in tutti gli aspetti della vita e concentrandosi su tre priorità strategiche:
- Le donne guidino, partecipino e beneficino in egual misura dei sistemi di governance
- Le donne abbiano sicurezza di reddito, lavoro dignitoso e autonomia economica
- Tutte le donne e le ragazze vivano una vita libera da ogni forma di pregiudizio e/o violenza, di cui gli stereotipi sono l’anticamera.
La III Edizione ha appena concluso il suo tour, durante il quale ha esplorato il concetto di ‘sorellanza’, con 40 donne ritratte in coppia (tra le quali Monica Secondino e Ilaria Salzano), simbolo di alleanza, mentoring e crescita condivisa.
L’evoluzione di un messaggio in movimento
Il suo viaggio era iniziato nel dicembre del 2024 dalle esposizioni al Museo e da quel momento, la mostra non è più stata sola. Ogni luogo l’ha accolta come si accoglie un’ospite che porta qualcosa di necessario, e ogni persona che vi è, metaforicamente, entrata ha lasciato una traccia, un’eco, un frammento di sé.
Tappa dopo tappa, la mostra ha attraversato biblioteche, fiere, scuole, autodromi, aziende, palazzi storici, e ciascun luogo l’ha trasformata. Ogni volta che una porta si è aperta, il messaggio si è allargato, come cerchi nell’acqua, raggiungendo centinaia di migliaia di persone.
Cambiare l’immaginario digitale
E all’impatto fisico si è aggiunto qualcosa di ancora più sorprendente: la capacità della mostra di modellare l’immaginario digitale. Oggi, cercando “donne e motori” su Google Immagini, gran parte dei risultati è costituita dalle fotografie del nostro progetto. È un cambiamento culturale reale, tangibile, un punto di svolta che si fregia anche del vostro nome.
L’alleanza come nuova frontiera: la IV Edizione
Ora che il viaggio si è compiuto, possiamo dirlo: non sono state le tappe a definire il cammino, ma le persone che ha incontrato, in primis le stesse testimonial del progetto. Il pubblico non è stato spettatore, ma movimento: ha preso il messaggio tra le mani e lo ha consegnato ad altri. Ha creato legami dove prima c’erano solo incontri fugaci. Si è formata una rete nuova, che si è ampliata senza forzature, mese dopo mese, città dopo città, fatta di donne e uomini. E sono proprio questi ultimi i nuovi co-protagonisti della IV Edizione, che sarà presentata proprio oggi, 25 novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.
Questo capitolo apre un’altra dimensione del dialogo: quella dell’alleanza. “Uomini a fianco delle donne nel percorso per la parità” non è solo un tema, ma un invito a costruire un linguaggio condiviso, una narrazione più ampia e più giusta.
Nuovi sostenitori, un messaggio più forte
In questo scenario allargato si collocano anche nuovi supporters, come AIDA, nuove adesioni prestigiose, tra cui il patrocinio della Commissione Europea, l’ingresso nel programma HeForShe di United Nations Women, il sostegno convinto di figure istituzionali, come l’On. Semenzato, 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐜𝐢𝐝𝐢𝐨, 𝐧𝐨𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐬𝐮 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞, che riconoscono il valore culturale e sociale del percorso intrapreso. Viene confermato il sostegno dei partners, ASI (Automoto Club Storico Italiano), Aci Storico, Fiva, Università LIUC, Quattroruote Ruoteclassiche, e degli sponsor, Pirelli, LKQ Rhiag, UpTown Milano, Autopromotec, Mawdy Services.
Non è una mostra: è un cambiamento
È un segnale importante: ciò che abbiamo iniziato a costruire insieme sta parlando sempre più forte e a tutti noi, perché la parità non è solo una “cosa da donne”.
