Incontriamo Sonia Lauria a qualche giorno dal debutto della Maserati Gran Cabrio. Il progetto sta per essere lanciato. Lei è la responsabile delle prestazioni tecniche del modello, oltre a quelle di Quattroporte Ghibli e Levante, e ovviamente GranTurismo, che con la versione Cabrio condivide il nuovo motore Nettuno: sono 110 anni di storia di un brand, che su perfomance e made in italy ha puntato tutto, così come sulle donne. A partire da Maria De Filippis, la prima a mettersi al volante di una vettura da Formula1. Ne abbiamo parlato con Lauria. Chiudendo le porte gli uomini per un po’.
Partiamo dalla sua esperienza. L’automotive è ostacolo o opportunità per le donne?
“Decisamente opportunità. Ho un forte background sia manageriale che tecnico nell’industria automobilistica e motoristica. Prima di lavorare qui ero altrove: è stata la voglia di provare qualcosa di nuovo. È stata la realizzazione di un sogno.
La sua soddisfazione più grande in questi ultimi anni?
“Il progetto di Gran Cabrio. Dopo la Gran Turismo, con la nuova capote abbiamo dovuto di nuovo rispondere alle prestazioni.
Ha significato rimettere mano al progetto daccapo per recuperare la rigidezza, pensare all’insonorizzazione, alla tenuta all’acqua e ai materiali da utilizzare per il peso. Perché tutto deve essere poi creato assemblato e montato secondo tanti parametri di eccellenza“.
Quale è stata la parte più scoraggiante nella sua carriera?
“Sono stata la prima donna a lavorare nell’ufficio tecnico. Ci si aspetta subito il massimo delle prestazioni. Mi ritrovavo a fare orari impossibili. Andare fuori dallo schema. La parte scoraggiante è stata questo. Ma mi ha aiutato successivamente a vedere il progetto da altri punti di vista, ad allargare il campo di visione.”
È stato un arricchimento?
Si. Ma anche noi arricchiamo questo settore. L’approccio di una donna è sempre diverso in un team. E una macchina non si fa da soli ma la si fa in tanti.

Un prodotto che arriva per lo più agli uomini ….(80% vendite global maserati ndr). Ci pensa mai?
Si. Ma ora la donna è più consapevole e decisa e sceglie personalmente la sua vettura, soprattutto in alto di gamma. Il marchio negli ultimi anni ha avviato iniziative per aumentare l’appeal dei suoi prodotti per tutti.
In che modo?
“In azienda si sono Formate delle Women Test Driver per dare un contributo attivo sul fronte dell’inclusività: donne che vengono da diversi comparti e testano i nostri prodotti dopo aver affrontato un percorso tecnico e pratico. Oggi, dunque, usano l’auto come se fossero semplici clienti, ma dando giudizi su rumorosità, ergonomia, sedili, e sullo spazio per gestire al massimo tutte le opportunità: caricando sci e seggiolini, ad esempio, hanno dato dei feedback continui, come anche per l’ingresso a bordo di Gran turismo. Aperta la portiera, abbiamo rivisto l’accesso ai pedali, ora più spazioso. Anche questo è eccellenza per chi ama guidare”.
E il processo di inclusione aziendale, come procede?
“I miei campi d’azione sono velocità, accelerazione, dinamica, transizione ecologica e sicurezza. Ma con me anche altre professioniste lavorano a tutto campo. Elisa Weltert, general manager South Europe, è stata la prima dirigente donna in assoluto di via Ciro Menotti. Michela Lomio è production manager, responsabile dei tre super reparti scoccatura, verniciatura e motore, Ana Paola Reginatto, nel commerciale, si occupa di E-Mobility e Connettività, Valentina Boarini è la manager della comunicazione Emea (Europe Middle East e Africa”.
Un percorso in cui le donne non plasmano l’ immagine della Casa del Tridente, ma performano il prodotto. Perchè come già accennato, del resto, già nel 1958, Maserati mise al volante di una Maserati 250f, una donna. Maria De Filippis è stata la prima pilota in F1. Avviando in maniera precoce – l’abbiamo intervistata nel 2014 – già un tema ad oggi molto caldo sulle differenze di gender in pista.