Negli ultimi mesi, negli Stati Uniti si è assistito a una vera e propria inversione di marcia sul tema della Diversity, Equity & Inclusion (DE&I). Elon Musk ha esplicitamente dichiarato guerra a questi principi con un tweet lapidario nel dicembre 2023: “DE&I must die”. Un’affermazione che ha trovato eco nelle scelte di numerose aziende americane, tra cui Starbucks, McDonald’s, Meta, Google, Accenture e JP Morgan, che hanno deciso di ridimensionare o cancellare i loro programmi di inclusione, da quando Trump è diventato Presidente. Questo cambio di rotta sta sollevando dibattiti a livello globale, mentre in Europa e in Italia si cerca di mantenere alta l’attenzione sulla necessità di ambienti di lavoro più equi e rappresentativi.

Pink Motor Day: un evento per parlare di inclusione e mobilità
In questo scenario internazionale, la quarta edizione del Pink Motor Day, organizzata a Milano da LabSumo con il supporto del Comune di Milano, ANIASA, UNRAE e del Centro Studi Valore D, ha posto al centro della discussione il tema della Diversity & Inclusion nel settore della mobilità aziendale. L’obiettivo? Capire come rendere i trasporti, i viaggi d’affari e il noleggio accessibili a tutti, garantendo equità di trattamento.
Ad aprire i lavori del Pink Motor Day 2025 è stato Nico Acampora, fondatore di PizzaAut, un progetto di inclusione sociale e lavorativa che offre opportunità concrete a giovani autistici. “Puntare sull’inclusione significa migliorare la qualità della vita, sia per i lavoratori che per l’azienda. Chi sceglie di non farlo si limita a essere semplicemente normale”, ha dichiarato Acampora. Un concetto che nel suo ristorante prende forma concreta: il primo in Europa interamente gestito da persone autistiche, con 41 ragazzi assunti a tempo indeterminato. Nico ha ricordato che un disabile costa circa 200.000 euro alla società ma, se lavora, il costo viene meno e anzi ci sono nuove entrate perché pagano tasse e contributi. Un circolo virtuoso che purtroppo non riesce ad innescarsi in Italia
Lavoro e inclusione: una strada ancora lunga in Italia
Nonostante esempi virtuosi come PizzaAut, in Italia il cammino verso una vera inclusione lavorativa è ancora lungo. Le aziende spesso preferiscono pagare sanzioni piuttosto che rispettare gli obblighi di assunzione delle categorie protette. Solo in Lombardia, nel 2023, sono stati incassati 79 milioni di euro in multe per il mancato rispetto delle quote di lavoratori con disabilità. I dati della UIL Milano e Lombardia mostrano un divario significativo: su 23.108 posizioni riservate, solo 7.200 risultano coperte, lasciando scoperte quasi 16.000 opportunità di impiego.
Gender gap nell’automotive: numeri e prospettive
Anche il gender gap resta una questione aperta, in particolare nel settore automotive. Cristina Reduzzi, di Gi Group Holding, ha presentato uno studio condotto in 11 Paesi, dal quale emerge che solo il 7,7% delle donne considera questo settore attraente per una carriera. Tuttavia, tra quelle già impiegate, il 52% lo ritiene interessante. Le principali criticità segnalate? La difficoltà nel conciliare lavoro e vita privata (45%), l’elevata pressione e competitività (44,7%), le limitate possibilità di crescita (42,9%) e stipendi poco soddisfacenti (41,7%).

Un aspetto rilevante è la scarsa visibilità delle donne leader nel settore: quasi la metà delle intervistate italiane (48%) ritiene che questo perpetui gli stereotipi di genere. Tuttavia, si intravedono segnali di cambiamento: l’82% delle donne impiegate nell’automotive afferma che la propria azienda sta adottando misure per promuovere l’uguaglianza di genere.
Anche Rita Querzè, giornalista del Corriere della Sera, analizza i dati che raccontano un mercato del lavoro in cui l’occupazione maschile cresce più rapidamente di quella femminile, mentre le donne continuano a guadagnare meno, anche con contratti part-time o a termine.

Il valore dell’inclusione: dati e testimonianze
Melissa Crespi del Centro Studi Valore D ha sottolineato il valore strategico della DE&I: “Le aziende che investono nell’inclusione hanno il 39% di probabilità in più di superare i propri competitor. Puntare su equità, innovazione e sostenibilità sociale significa accelerare un cambiamento culturale per costruire un futuro del lavoro inclusivo”.

L’evento ha visto la partecipazione di numerosi esperti e aziende che stanno portando avanti iniziative concrete. Ilaria Bono di Toyota Motor Italia ha parlato del “Diversity Board” della

sua azienda, mentre Simone Brown di Car Clinic ha presentato la “Pink Academy”, un progetto che punta a inserire più donne nel settore della carrozzeria, con l’obiettivo di assumere 25 nuove professioniste e avere la prima donna Capo Officina entro fine anno.

Storie di ispirazione: oltre le barriere
Il Pink Motor Day 2025 si è concluso con due testimonianze di straordinario valore. Ilaria Galbusera, capitana della nazionale italiana di pallavolo sorde, ha condiviso la sua esperienza di resilienza, raccontando come sia riuscita a superare le barriere imposte dalla sua disabilità. Daniele Cassioli, sciatore nautico cieco dalla nascita con 28 titoli mondiali, ha ricordato l’importanza della diversità: “Siamo attratti dai nostri simili, ma impariamo da chi è diverso da noi”.

In un momento storico in cui molte aziende sembrano voler fare passi indietro sulla DE&I, eventi come il Pink Motor Day dimostrano che l’inclusione non è solo un atto di giustizia sociale, ma una leva strategica per l’innovazione e la crescita. Il dibattito resta aperto, ma una cosa è certa: guardare avanti è l’unica strada possibile, le inversioni a “U” sono vietate, come in autostrada!