Francesca Pardini, pilota e prima istruttrice a insegnare la guida alle donne dell’Arabia Saudita, è il “Personaggio dell’anno 2022 per #FORUMAutoMotive”.
Il riconoscimento viene assegnato dal movimento di opinione alla personalità che nel corso dell’anno precedente si è distinta nel portare avanti in concreto iniziative tangibili a beneficio della mobilità nel suo complesso. Come ha spiegato Pierluigi Bonora, la parola inclusione è stata decisiva nella scelta per assegnare il premio.
Nella Mancusio è stata la prima a prendere la patente in Italia
La prima istruttrice a insegnare la guida alle donne dell’Arabia Saudita
Il 24 giuno 2018 l’Ansa batteva la notizia che dalla mezzanotte le donne dell’Arabia Saudita avrebbero potuto finalmente guidare. Potevano passare dal sedile posteriore – visto che non era concesso loro neanche si stare al fianco al guidatore – a quello anteriore e mettersi al volante.
Con la mente torniamo indietro al lontano 1913 quando Francesca Mancusio, allora 21enne, fu la prima donna italiana a prendere la patente. Classe 1893, nata in provincia di Messina, potè così mettersi al volante dell’Isotta Fraschini che le regalò il cavalier Luigi Mancusio, suo padre. Le donne arabe, più di cent’anni dopo, si trovano a poter vivere quella stessa emozione. Finalmente.
Ecco quindi che subentra nella storia un’altra Francesca. La Pardini che, terminata la sua esperienza nel mondo delle corse, inizia ad insegnare. Oggi è senior instructor allo Yas Marina Circuit di Abu Dhabi.
L’identikit delle donne che vogliono prendere la patente va dalle giovani diciottenni a quelle più mature. Non si tratta solo di una questione di emancipazione ma anche economica. Fino a quattro anni fa infatti, le famiglie dovevano avere un driver che portasse in giro le donne, qualunque cosa dovessero fare. Un bel risparmio!
Francesca ha trovato donne molto appassionate di motori che arrivano ad Abu Dhabi per provare l’ebrezza della pista. Apprezzano molto il drifting e i marchi giapponesi. Non è quindi solo un’esigenza di emancipazione, ma proprio passione. Come quella delle due donne arabe che hanno partecipato alla Dakar di quest’anno senza velo e con due navigatori uomini. O ancora quella della prima donna araba in assoluto a competere in Formula 4.
E da gennaio le donne possono anche fare le tassiste. Un altro tassello verso l’emancipazione che tutti volevano. Infatti Francesca Pardini dice che “Tutta la popolazione non vedeva l’ora che qualcosa cambiasse, dalle più giovani alle più anziane”.
Francesca Pardini, la motivazione del premio
Il premio è stato virtualmente consegnato (Francesca si trovava impegnata in attività lavorative a San Diego, negli Stati Uniti) dal palco di FORUMAutoMotive da Pierluigi Bonora e Stefano Guindani. Quest’ultimo è titolare del progetto fotografico “Bg4Sdgs – Time To Change” dedicato al Sustainable Development Goal numero 5 dell’Agenda Onu 2030, ovvero il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione femminile. Insieme a loro c’era Michele Seghizzi, responsabile direzione marketing e relazioni esterne di Banca Generali, sostenitrice del progetto stesso.
Questa la motivazione del premio:
“Per aver contribuito, con grande volontà e soprattutto coraggio, al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione femminile nel mondo, insegnando alle donne dell’Arabia Saudita i segreti della guida dell’auto e facendo vivere loro l’emozione di cimentarsi in un vero circuito. Sono atti concreti nel segno dell’inclusione sociale e dell’abbattimento di ogni residua barriera”.
Bloomberg ha calcolato che entro il 2030 l’indotto delle donne saudite che guidano porterà 90 mld di euro…e non si tratta dei carrozzieri! Anche se Francesca confessa che “le donne sono un po’ più sbadate alla guida”. Racconta anche che comunque nessun uomo ha parlato di questa barriera che è stata superata in modo negativo. Alcune Università hanno anche creato piste per fare corsi di guida interni.
Quando Francesca ha iniziato quest’avventura doveva lavorare col viso coperto ed effettivamente ha incontrato qualche ostacolo, ma ormai racconta che la situazione si sta normalizzando e le donne che arrivano le chiedono: “come si fa per iniziare?”. Beh, prendere la patente è il primo passo.