La silhouette è la stessa, il contenuto tutta un’altra cosa. Stiamo parlando dell’Abarth 595 Competizione. Apparentemente vestita da Fiat 500 ma che in realtà alla gita tra amiche preferisce i cordoli della pista; anche se a dire il vero poi dipende tutto da chi sono le vostre amiche. Abbiamo trascorso con lei alcuni giorni durante i quali, mal di schiena a parte, abbiamo potuto conoscerla meglio e anche apprezzarla.
Un look total Abarth per questa 595 Competizione
Attenzione: se amate la riservatezza e preferite passare inosservate, l’Abarth 595 Competizione non fa certo per voi. Lei è una diva stilosa e mettersi in mostra il suo mestiere, questo è chiaro. E non solo per il suo sound.
Piccolina ma aggressiva, linee morbide ma bombate. Un mix di sportività e personalità da vendere racchiusi in un solo metro e 63 di larghezza, 3 metri e 66 cm di lunghezza per 1 metro e 49 cm di altezza.
Il tutto condito con parecchi dettagli racing, come le minigonne laterali bicromate, cerchi in lega da 17 pollici alleggeriti nero opaco (con tanto di pinze dei freni in alluminio gialle Brembo), antenna nascosta con tappo 595 in alluminio e specchietti a contrasto con la carrozzeria. Non dimentichiamoci di quei due (anzi 6) occhioni all’anteriore che sanno il fatto loro. Ma è al posteriore che viene il bello: lo scarico Record Monza con 4 terminali cromati tamarri q.b.
Il colore di questa Abarth 595 Competizione vince su tutto e ci piace da impazzire: blu racing opaco. Tanta roba!
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Abarth: perché lo scorpione?
Anche questa 595 è un’Abarth per eccellenza: piccola e cattiva, ma anche maneggevole e potente proprio come il simbolo del brand, lo Scorpione. E’ il 1949 quando i signori Karl Abarth e Guido Scagliarini fondano la Abarth & C. e scelgono proprio uno scorpione per rappresentare la loro neonata società. Ma perché proprio questo aracnide? Provate a indovinare? Il Sig. Abarth era uno scorpione. Ma non si tratta solo di astrologia, il simbolo di uno scorpione risultava originale e abbastanza difficile da riprodurre. Per di più è un animale che nonostante sia di dimensioni contenute incute timore e può essere molto pericoloso. Proprio come volevano far apparire un’Abarth.
595 Abarth Competizione: il comfort non è proprio il suo forte
Nota dolente. L’Abarth 595 Competizione è tutto fuorché comoda, sappiatelo. Ma chi se ne frega, se ne avete o ne volete una di certo non la userete per fare su è giù per l’Italia in vacanza ad agosto, macinando centinaia e centinaia di km in una volta sola. Ecco io ho fatto questo “errore” ma dopotutto dovevo pur provarla. Dopo un’ora al volante, nonostante i sedili Sabelt GT di serie siano sicuramente molto avvolgenti e ben fatti, ahimè il mal di schiena, nella zona lombare si fa sentire. Ma è una macchina da giovani e chi vuole un’auto del genere, di certo punta più al divertimento ed all’immagine, piuttosto che alla comodità. L’Abarth 595 Competizione piace ai ragazzi ma tanto anche alle ragazze e un po’ capiamo anche il perché. Quando si è al volante si torna “giovani”, anche un po’ bambini e si vorrebbe subito scendere in pista per metterla un po’ di traverso, ma desistiamo.
Abbiamo faticato un po’ a trovare la giusta posizione di guida e per regolare il sedile con l’apposita rotella bisogna tenere aperta la portiera o la mano non ci passa.
Tecnologia
Essenziale ma in linea con i tempi. Dopotutto è nata per essere una sportiva. Display 7″ di serie con sistema Uconnect compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, pedaliera e poggiapiedi in acciaio con logo Abarth, climatizzatore automatico, volante in pelle e Alcantara con dettagli in carbonio. Alcantara che ritroviamo anche su tutto il cruscotto e la plancia.
Un po’ di delusione viene dal cambio, identico a quello di una normale 500, se non fosse per il pomello in carbonio. Per una 500 “da corsa” si sarebbe potuto osare un po’ di più.
La gamma Abarth MY2021 ha una chicca in più ovvero la modalità di guida sportiva, che si attiva (insieme al sound dello scarico record Monza) selezionando lo “Scorpion Button” che potenzia le prestazioni e regola l’esperienza di guida su una configurazione più sportiva.
In quanto a carattere non scherza
Non chiamatela 500. Questo deve essere chiaro. Con il suo motore 1.4 T-Jet 180CV turbo, questa piccolina guadagna il rispetto anche delle sue cugine più grandi, figuriamoci quello di una 500. Da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi, grazie anche all’ottimo rapporto peso potenza di 5,9 kg/cv.
Cambio manuale a 5 rapporti per la vettura del nostro test drive e una velocità massima dichiarata di 225 km/h. I cavalli si sentono ma a dire il vero di più solo ad alti regimi. Sensazione di guida piacevole, anche se il volante ci è sembrato un po’ troppo “morbido” e sovradimensionato per un’auto “racing”.
I consumi ci hanno abbastanza sorprese: pensavamo di fare molti meno km con un litro, invece su un percorso misto, senza esagerare sull’acceleratore, siamo riuscite ad avere una media di quasi 15 km con un litro. Chiaro che tutto cambia quando si sceglie di usare lo Scorpion Button.
Scheda tecnica
Motore: T-Jet 4 cilindri in linea, 4 valvole


















