Nel mondo delle corse, il rumore dei motori spesso copre il silenzio di una rappresentanza femminile che, solo negli ultimi anni, sta iniziando davvero a farsi sentire. Ma le cose stanno cambiando. Sempre più donne indossano il casco, si mettono al volante di auto da corsa e affrontano la competizione con grinta, passione e un talento che non ha bisogno di chiedere permesso.
Un po’ come facciamo noi di Donne in Auto, raccontando di motori, emozioni e velocità da un’altra prospettiva. Quella di chi non vuole essere “abbastanza brava per essere una donna”, ma semplicemente la migliore. Ecco perché storie di determinazione come quella che racconta Mazda ci colpiscono da vicino.
Il progetto Mazda che cambia le regole
Mazda apre un nuovo e appassionante capitolo nel motorsport con la sua MX-5, celebrando non solo l’eredità sportiva della leggendaria roadster, ma anche il ruolo sempre più centrale delle donne in pista. Dai kart ai circuiti internazionali, il numero di ragazze che si avvicinano alle corse è in aumento, ma la strada verso la parità è ancora lunga: stereotipi e mancanza di fondi spesso spezzano sogni sul nascere.
Mazda, però, si distingue per il suo impegno concreto: con progetti come Mazda Spirit Racing e borse di studio dedicate, il brand giapponese sostiene giovani talenti indipendentemente dal genere. Ne sono esempio brillante pilote come Federica Levy, che ha mosso i primi passi proprio con una MX-5, o Heather Hadley, Aimée Watts e Sally Mott, protagoniste della Mazda MX-5 Cup e veri simboli del “Challenger Spirit”.
Federica è tra l’altro una delle protagoniste della mostra fotografica itinerante “Donne e motori, gioie e basta” alla quale anche Monica e Ilaria hanno preso parte. Una mostra che ha proprio come mission quella di combattere gli stereotipi e la violenza di genere, promuovendo la cultura del rispetto, mantra del progetto sviluppato da Elisabetta Cozzi e dal suo “Museo Fratelli Cozzi”.
Non più solo “eccezioni”, ma protagoniste
Queste donne dimostrano ogni giorno, che il talento non ha sesso, ma determinazione e sensibilità, strategia e forza mentale. E soprattutto, che ogni traguardo può essere un punto di partenza per ispirare nuove generazioni.
Guardando alle loro storie – diverse per età, percorso e ambizioni – è chiaro che il motorsport femminile non è più una semplice eccezione alla regola, ma una realtà che cresce e che finalmente pare stia diventando un terreno più equo, dove il talento conta più del pregiudizio. Non è ancora un traguardo, ma un’altra gara in salita, dove però, sotto il peso di risultati concreti, alcune barriere cominciano a cadere.
E in questa sfida al volante, le donne non sono più solo spettatrici ma protagoniste. Lo dimostra anche il modo in cui marchi come Mazda stanno investendo concretamente per supportare le nuove generazioni di pilote. Non come “quote rosa”, ma come professioniste con il diritto di stare in pista al pari dei colleghi uomini. E noi, che con la stessa passione ogni giorno raccontiamo il mondo dell’auto, ci riconosciamo al 100% in questo spirito.

