GWM ORA 5: tre anime, un solo SUV.
Debutta sul mercato europeo il C-SUV del costruttore cinese Great Wall Motor. Benzina, full hybrid ed elettrica, con un carattere morbido fuori e piuttosto deciso sotto il vestito
Look: morbida, tonda, un po’ rétro, ma non chiamatela timida
La GWM ORA 5 arriva in Italia, una crossover cinese con passo allegro e modi educati. È lunga 4,47 metri, quindi si infila nel cuore del segmento C-SUV, quello dove oggi bisogna avere gomiti larghi, buone maniere e possibilmente anche una bella borsa piena di contenuti tecnologici.
La sua strategia è chiara, con l’offerta, sulla stessa carrozzeria, di tre motorizzazioni, benzina, full hybrid Hi2 ed elettrica, e prezzi che partono da 26.950 euro per la 1.5 turbo, 28.600 euro per la Hi2 e 36.000 euro per la BEV.
Il design segue il linguaggio “Full-Surface Fluid Sculpture”: superfici morbide, fari anteriori ovali a LED, posteriore bombato, firma luminosa integrata nel lunotto e tergicristallo nascosto. Davanti sembra quasi fare gli occhi dolci, dietro invece si concede una personalità più audace, con quella coda alta e rotonda che potrebbe piacere molto o far discutere, ma almeno non rischia l’anonimato.
I colori hanno nomi da palette emozionale più che da listino auto: Blu Lago, Nero Abissale, Bianco Aurora,

Verde Boreale, Grigio Metropoli e, dal 2027, Grigio Matt. L’effetto complessivo è quello di un SUV che prova a parlare alla testa, ma punta anche sull’outfit: non una macchina “urlata”, ma abbastanza sicura di sé.

Comfort: il salottino che si prende i suoi spazi puntando sull’essenziale
A bordo, ORA 5 conta molto sulla sensazione di accoglienza. L’abitacolo è spazioso, ordinato, costruito con superfici morbide e una notevole quantità di pelle sintetica, soprattutto nelle versioni più ricche. Un generoso numero di vani portaoggetti, tra i quali uno refrigerato per le bottiglie d’acqua che definirei geniale per le code estive in autostrada, finiture curate e sedili riscaldabili già su tutte le versioni, ventilati sulla Premium, diventano piccoli ma preziosi alleati di viaggio.
Lo spazio c’è, soprattutto davanti. Dietro si viaggia comodamente anche se, come spesso accade, il terzo passeggero centrale non avrà esattamente la sensazione di essere stato invitato a un weekend in spa. Il bagagliaio della full hybrid offre 390 litri, che diventano 1.088 abbattendo i sedili, mentre termica ed elettrica salgono a 422 e 1.120 litri. Non è il baule dei traslochi emotivi, quelli in cui butti dentro valigie, passeggino, scarpe “perché non si sa mai” e mezza casa, ma per la vita quotidiana sa difendersi.

Su strada, il lavoro fatto per l’Europa si sente. ORA 5 è stata affinata in Italia e Spagna da RacingSyn, con sospensioni anteriori MacPherson, posteriori multilink, servosterzo elettrico Bosch, pneumatici Kumho scelti per il mercato europeo e una cura particolare dell’isolamento acustico. Il risultato è un’auto morbida, silenziosa, pronta sulle asperità e abbastanza composta nel misto. Un buon gregario sul tornante, che non ti abbandona se la salita ti spezza le gambe, ma non pretendete che scatti come un velocista.
Tecnologia: Coffee OS, maxi display e quella voglia asiatica di non lasciare nulla vuoto
La plancia della GWM ORA 5 è dominata da due schermi: quadro strumenti digitale da 10,25 pollici e display centrale da 14,6 pollici, per un’interfaccia rapida, connessa, aggiornata OTA e dotata di Apple CarPlay e Android Auto wireless.

Qui però la ORA 5 mostra anche il piccolo vizio delle auto molto digitali: tanti comandi passano dallo schermo, compresi volume e climatizzazione. È moderno, certo, ma mentre si guida può diventare come cercare l’interruttore della luce al buio. Una piccola delusione quando l’essenziale diventa limitazione, ossia non avere completa visione del funzionamento dell’auto, ad esempio del passaggio da endotermico ad elettrico, con tutti quei bei grafici che piacciono ai mezzi nerds come me ed ai miei bambini nei lunghi viaggi.
Nella scelta perfettibile di affidare quasi tutto all’interfaccia digitale, lasciando solo pochi comandi fisici, questi ultimi, pur apprezzabili per immediatezza d’uso, hanno un design dalle linee arrotondate, un linguaggio stilistico vicino a certa estetica pop asiatica contemporanea, morbida e volutamente amichevole.
Sul fronte sicurezza, invece, la dotazione è decisamente ambiziosa. Il pacchetto Coffee Pilot Ultra integra 13 sensori e 23 funzioni di assistenza, con telecamera a 540 gradi, cruise control adattivo, mantenimento e centraggio di corsia, frenata automatica d’emergenza, riconoscimento della segnaletica, monitoraggio di conducente e occupanti e 7 airbag, compreso quello centrale tra guidatore e passeggero.
Carattere: full hybrid brillante, ma con qualche capriccio da software giovane
La versione più interessante per l’Italia è probabilmente la Full Hybrid Hi2. Abbina un 1.5 turbo a un motore elettrico, per 223 CV e 476 Nm complessivi, cambio DHT a due rapporti, trazione anteriore, 0-100 km/h in 7,7 secondi, consumo dichiarato di 5,1 l/100 km ed emissioni di 117 g/km di CO₂. Non si ricarica alla spina, perché la batteria da 1,09 kWh si rigenera in marcia e in frenata. Insomma, promette quell’ibrido “senza ansia da cavo” che piace a chi vuole consumare meno, ma non ha voglia di trasformare ogni parcheggio in una caccia alla colonnina.

Nella guida, il sistema è fluido: il passaggio tra elettrico, termico e combinato risulta quasi impercettibile (e non visibile, come già detto), l’auto accelera con buona prontezza e il motore rimane ben filtrato, per una marcia senza strappi e un assetto orientato al comfort.

Non tutto, però, è ancora perfetto. La frenata rigenerativa della GWM ORA 5 è regolabile, ma resta piuttosto blanda, e manca una vera guida monopedale. Lo sterzo in Normal è leggero, in Sport prende più corpo, ma non diventa mai un confessionale mistico tra ruote anteriori e mani sul volante.
La gestione dell’ibrido e degli ADAS è ancora migliorabile, ma GWM potrà affinarla con gli aggiornamenti OTA.
Scheda tecnica
Caratteristiche della versione provata: ORA 5 Full Hybrid














