In un’atmosfera carica di passione e adrenalina, nella cornice iconica del GP dell’Emilia-Romagna, abbiamo partecipato ad una tavola rotonda molto speciale: protagonista Andrea Kimi Antonelli, il giovane talento bolognese , da questa stagione pilota ufficiale del Mercedes AMG Petronas F1 Team.
Classe 2006, cresciuto tra i cordoli dei kartodromi, Antonelli ha incontrato alcuni di noi per una chiacchierata a cuore aperto. Un’occasione preziosa per ascoltare la voce di un ragazzo che, nonostante la giovane età, mostra già la determinazione e la lucidità di un veterano.
Nelle Prove Libere di Monza dello scorso anno, poco prima dell’annuncio del suo ingaggio ufficiale per il 2025, era sceso in pista davanti al pubblico a bordo di una monoposto di F1, ma aveva commesso un errore che lo aveva portato fuori pista. Da allora è cresciuto moltissimo e le sue prime parole di questa intervista ne sono una riconferma… –
“È stato un bel percorso fino a qui, ma se devo essere sincero devo ancora imparare a mettere tutto insieme nel weekend di gara. Ci sono situazioni nuove alle quali ancora non so come adattarmi al meglio, ma so che con l’esperienza questo migliorerà”
Un episodio, quello sul tracciato brianzolo, che rientra nel normale percorso di crescita di un giovane pilota alle prese con il salto in una categoria, tanto complessa quanto affascinante. Anche da queste situazioni, Kimi sta dimostrando di saper trarre insegnamenti preziosi.
Imola è casa
Correre ad Imola è speciale – dice Kimi.
“È la pista di casa, abito a 30 minuti da qui. Siamo nella fase europea del Campionato e conosco meglio i circuiti. Ma ciò non vuol dire che sarà più facile. Il livello sempre altissimo, gli altri vanno forte, ma cambia un po’ la prospettiva del weekend e la confidenza con cui si affronta il tracciato. Un weekend speciale questo, ma a livello emotivo e mentale molto difficile.”
Pressione? Sì, ma uno stimolo per migliorare
Alla domanda su come gestisca la pressione ed il dover crescere come persona e come pilota, Kimi ha risposto con serenità:
“Convivo con la pressione fin dagli inizi, da quando ero piccolo; qui in F1 è ancora più forte, figuriamoci di fronte a tutti i tifosi! Non è facile, ma cerco di viverla come una motivazione in più per fare meglio; in più so di avere di avere le giuste persone intorno a me, dal team alla mia famiglia che mi aiutano e fanno la differenza”.
Durante l’incontro si è parlato anche del rapporto con gli ingegneri e del suo stile di guida rispetto al compagno di squadra:
“Il mio arrivo nel team è stato come una boccata di aria fresca mi dicono qui; cerco di porter energia e positività e spero faccia bene anche alla squadra.
Io e George (Russell) abbiamo stili diversi, ma abbiamo sensazioni molto simili circa il comportamento dell’auto e questo feedback aiuta il team a progredire”.
Cosa ne pensa della sua W16 Kimi Antonelli?
“Tra le auto di F1 che ho provato, è quella che mi da più confidenza e sicuramente più facile di quella che ho guidato a Monza nel 2024. L’auto che abbiamo quest’anno è molto stabile; in certe situazioni il tanto sottosterzo complica un po’ le cose, ma sono molto fiducioso degli aggiornamenti mirati portati qui ad Imola e del lavoro che sta facendo il team”.
Dal canto suo il team lo vede come “il pilota che NON è arrivato al posto di Lewis – il prossimo Lewis è George”, il che sottolinea la grande stima e la fiducia reciproca con cui si lavora all’interno della squadra Mercedes. E per un giovane pilota è fondamentale. A Imola si è visto qualcosa di più di un semplice ragazzo promettente: si è percepito il carisma naturale di chi ha tutte le carte in regola per scrivere il futuro del motorsport. Purtroppo, il fine settimana non è andato per lui come avrebbe dovuto, dovendo fare i conti con il primo ritiro stagionale per un problema tecnico alla sua vettura, ma ha già conquistato il cuore di molti tifosi e siamo certe che questo ragazzo andrà molto lontano. In bocca al lupo, Kimi!

