Alla scoperta di Verona con l’eKickScooter, il monopattino elettrico di SeatMò
07.09.2020 - in

Alla scoperta di Verona con l’eKickScooter, il monopattino elettrico di SeatMò

Si fa un gran parlare di micromobilità e il monopattino viaggia veloce in questo segmento. Specialmente se anche i costruttori di auto propongono soluzioni più o meno integrate con le loro auto. E’ quello che ha fatto SEAT con il brand SEAT MÓ dedicato alla mobilità urbana il cui primo “figlio” è il monopattino 100% elettrico, eKickScooter 65. Per metterlo alla prova abbiamo fatto una visita guidata a Verona, proprio sulle due ruote. Dopo un rapido briefing con la nostra guida, la bravissima Valeria, siamo partiti alla volta della prima tappa.

1° tappa: Castelvecchio

Il monopattino è davvero facile e intuitivo da utilizzare, per farlo partire basta dargli una spinta con la gamba per portarlo a 3 km/h di velocità e poi si accelera con la levetta di destra. Può arrivare a 20 km/h e supera pendenze fino al 20%. Velocemente arriviamo a Castelvecchio, costeggiando l’Adige, il fiume che a Verona disegna due anse intorno alle quali si sviluppa tutta la città. Il castello è medioevale ed è costruito nel 1354 da Cangrande II della Scala. Lungo il perimetro ci sono sei torri coperte ed è dominato dal Mastio che si trova proprio sulla riva dell’Adige, presso il ponte fortificato. Verona fu città ghibellina, fedele all’Imperatore nelle varie lotte che lo videro opposto al papato. Uno dei simboli della fedeltà all’Imperatore erano i merli, a coda di rondine, che caratterizzano molti monumenti cittadini e Castelvecchio ne è proprio un esempio, con una merlatura davvero bellissima. Con l’eKickScooter65 possiamo arrivare proprio fin sulle mura, dove lo parcheggiamo per fare le foto di rito. Non abbiamo il tempo di visitare il Museo, che è uno dei più importanti della città ed è stato allestito da Carlo Scarpa, però mi riprometto di tornarci apposta.

DSCF4515

2° tappa: La Chiesa di San Zeno

Ci avventuriamo in strette stradine con ciotoli, ma il monopattino è agile e disinvolto. Gli pneumatici senza camera d’aria e la ruota posteriore con freno elettrico integrato garantiscono un certo comfort: onestamente ero preparata al peggio e ho dovuto ricredermi. Arriviamo alla Chiesa di San Zeno, costruita in un punto dove almeno altri cinque edifici religiosi erano stati edificati precedentemente e che affonda le sue radici ai tempi dell’Impero Romano. Uno dei monumenti più famosi della città è dedicato al Santo Patrono: non è un caso che tanti bambini a Verona vengano battezzati con il nome “Zeno”. Ammiriamo la facciata con il suo rosone decorato da statue in altorilievo, simboli della fortuna umana, il protiro sorretto da due colonne con la base a forma di leone e il portale, decorato con 48 formelle di bronzo. Anche qui foto di rito e poi pronti per ripartire.

3° tappa: l’Arena di Verona

L’eKickScooter 65 ha tre modalità di guida: Eco, Drive e Sport. Dopo aver percorso già un po’ di strada con il monopattino mi sento più sicura, pronta per la modalità Sport! Effettivamente è come si inserisse il turbo e arrivo in un attimo alla tappa successiva, ma dopo aver fatto una deviazione. Verona infatti è la patria dei Gatti di Vicolo Miracoli, quindi perchè non andare in pellegrinaggio a vedere la via che ha dato il nome al gruppo composto da Jerry Calà, Umberto Smaila, Gianandrea Gazzola e Nini Salerno. Certo non tutti se li ricorderanno visto che si parla degli anni ’70 però anche questa è storia! Dopo questa tappa intermedia arriviamo all’Arena, icona della città è l’arena più antica d’Italia e risale al 40 d.C. Luogo di concerti e manifestazioni, proprio il 2 e il 5 settembre ha ospitato i SEAT MUSIC AWARDS 2020.

DSCF4598

4° tappa: Ponte Pietra

L’ultima tappa si porta proprio all’interno di una delle due anse dell’Adige, dalla quale si può ammirare il Ponte Pietra, il più antico di Verona, l’unico rimasto di epoca romana. Fatto saltare durante la seconda guerra mondiale dai soldati tedeschi in ritirata è stato ricostruito pezzo per pezzo, recuperando le pietre dal letto del fiume. Uno scorcio bellissimo che fa venire voglia di continuare ad andare alla scoperta di una città che ha così tanto da offrire. Purtroppo però il tempo a disposizione non è molto quindi dobbiamo tornare alla base.

Certo se non avessimo usato il monopattino non saremmo neanche riusciti, in un’oretta, a vedere tutte queste cose. L’eKickScooter65 ha 65 km di autonomia ma noi ne abbiamo fatti molti meno, al punto che non è calato neanche di una tacchetta l’indicatore della carica sul display. Comunque per ricaricare la batteria da 551 Wh servono 6 ore. Una volta finito l’utilizzo basta ripiegarlo su stesso: l’operazione è molto semplice ed è velocissima. Poi si potrà riporlo in auto oppure portarselo dietro, pronti per nuove avventure! Tenete presente che pesa 19 kg quindi non è che a piedi si possano proprio fare chilometri.

1A2A5024

Molto positiva la mia esperienza con l’eKickScooter 65, anche se quando si sfreccia sui viali bisogna stare molto attenti e a segnalare chiaramente i propri spostamenti. Il monopattino non va gestito come un giocattolo: vietato andare in due e usare la massima prudenza. Secondo me sarebbe utile se tutti i monopattini fossero muniti sia di frecce che di specchietto retrovisore. Un mezzo molto comodo per gli spostamenti “dell’ultimo miglio”, quello di SEAT Mo è disponibile nelle concessionarie SEAT con un prezzo di listino di 799 euro.