Arriva ID.5, il terzo modello della famiglia elettrica ID di Volkswagen: non è solo la sorella più grande in gamma, ma anche il veicolo apripista di tante novità del brand: possiede l’ultima versione del software ID 3.1 che dà alla vettura la possibilità di comunicare a tutto tondo, tanto con il guidatore quanto con l’esterno: vetture e infrastrutture comprese.
ID.5? 490 km di autonomia
Costruita sulla piattaforma elettrica modulare MEB del gruppo, ID.5 è proposta con un singolo motore e trazione posteriore (204 CV e autonomia dichiarata di 520 km; a 53.000 euro) o in versione GTX con due motori e trazione integrale (299 CV, 490 km di autonomia; 59.000 euro circa). La particolarità, come detto, è l’ultima versione del software ID 3.1: elemento che anche qui mette del suo ottimizzando la gestione della batteria, evitando gli sprechi dell’energia in frenata. Non solo.
ID.5: problemi con la ricarica addio
Il sistema rende la vettura compatibile con il Plug & Charge per un collegamento diretto fra l’auto e colonnine, quando è il momento di fare il pieno. Basta solo connettere il cavo e l’infrastruttura riconosce direttamente la vettura senza dover ricorrere a smartphone, applicazione e connessioni. Qui il software ha agevolato il tempo di sosta, diminuendo il tempo di ricarica – 6 minuti in meno ogni 100 km di pieno -: è possibile attaccarsi alle colonnine fast HPC in corrente continua CC fino a un massimo di 135 kW anziché 125.

ID.5: l’auto ora parla con il guidatore (e non solo)
Altra novità, inoltre, Volkswagen ID.5 parla direttamente con il conducente tramite un sistema di segnali luminosi – dall’accoglienza, alle indicazioni nel traffico, ai sistemi di assistenza e di Infotainment –. Un modo per una comunicazione intuitiva ed “emotiva”: il veicolo, infatti, è in grado di rispondere ai comandi vocali del conducente, con un vero e proprio feedback visivo.
Infine, le Volkswagen.ID5 (per ora) possono “parlare” in rete condividendo informazioni in cloud, sul tragitto, come traffico, pericoli, chiusure stradali, eventi metereologici, grazie alla tecnologia Car2X di serie. Infine, quando è il momento della sosta, il modello, fornito di telecamere e radar, individua il parcheggio libero – premendo un pulsante sulla plancia – ma può pure scegliere e fare manovre in maniera semiautomatica (il guidatore deve sempre acconsentire nelle fasi). Non per ultimo, memorizza e ripete le manovre: in processo utile anche, ad esempio, se si ha un box di dimensioni limitate e quotidianamente si ricorre allo stesso procedimento.
