“La Forma del Tempo” tra Italia e Giappone di Mazda
21.03.2021 - in

“La Forma del Tempo” tra Italia e Giappone di Mazda

Esiste un ponte che collega Italia e Giappone e fa parte della storia di Mazda. Si tratta di un collegamento fatto di incontri, design, bellezza, ma anche e soprattutto di persone. Con un breve docu-film intitolato “La Forma del Tempo” Mazda vuole farci ripercorrere le fasi salienti che portano all’incontro tra il design italiano e la cura giapponese del prodotto. La storia di come il tempo e una serie di fortunate coincidenze hanno plasmato la visione e le auto del brand Giapponese.

La Forma del Tempo: galeotto fu il prototipo della Mx-81

E’ il 1960 quando il giornalista giapponese Hideyuki Miyakawa parte per un viaggio intorno al mondo, a bordo della sua motocicletta. Poco tempo dopo giunge a Roma, dove inizia a lavorare per un quotidiano giapponese come corrispondete estero. In occasione del Salone di Torino incontra due persone che diventeranno molto importanti per lui, ma non solo.

Si tratta del capo design di Bertone, “un certo” Giorgetto Giugiaro e di Maria Luisa Bassano, detta Marisa, che sta lavorando al salone come interprete. Come succede nei film, tra il giornalista e Marisa nasce l’amore e i due si sposano qualche anno dopo. Nel frattempo Hideyuki, in occasione di una visita alla sua amata, conosce anche il presidente di Mazda e inizia una collaborazione.

La coppia di sposi diventa a tutti gli effetti il vero ponte tra Italia e Giappone e nel 1981 grazie a loro viene commissionata la realizzazione di un prototipo guarda caso proprio a Bertone. Nasce così la prima vettura di Mazda che porta la sigla MX, la Mazda MX-81 che viene esposta al Salone di Tokyo proprio in quell’anno.

Il fil rouge tra il prototipo della MX-81 e la nuova MX-30

Tutto ruota intorno ad una frase: “il senso della sfida”.  Nell’ottobre del 2019 quando sta per essere presentata al mondo la prima Mazda 100% elettrica, qualcuno trova una foto del prototipo della MX-81 immortalato di fronte al Duomo di Milano. Ecco che scatta la ricerca e questa vettura, oltre ad essere ritrovata, viene mandata in Italia per subire un restauro conservativo da parte degli artigiani della Super Stile di Moncalieri.

L’MX-81 rappresenta un concentrato di soluzioni avveniristiche di stile, sia fuori che dentro, che potrebbero essere tuttora al passo dei tempi. Basti pensare ai tergicristalli a scomparsa, i sedili rotanti per facilitare l’accesso a quelli posteriori, o ancora il display centrale, con la possibilità di mostrare le mappe della città già all’epoca! Hai capito la piccola coupé! In Giappone le aggiungono anche la sigla Aria per sottolinearne la spaziosità.

E quindi vi starete chiedendo cosa centri in tutto questo la nuova MX-30

In realtà, con entrambi i modelli si è cercato di introdurre qualcosa di estremamente nuovo, sia nei materiali che nei device presenti a bordo. La MX-81 è stata realizzata pensando allo stile italiano, la MX-30 nel tentativo di avvicinarsi il più possibile allo stile moderno giapponese, sempre con l’obiettivo di allontanarsi dalla massa e differenziarsi.

La MX-81 è colei che ha messo le basi per la nascita delle future MX. È il punto di incontro tra lo stile e il design italiano e la tecnologia giapponese che ancora oggi si trovano a bordo delle vetture Mazda. E non a caso oggi parliamo di Kodo design.